Slow Wave Sleep: “Natura Morta”. Nuovo (doppio) album in digitale

È ora disponibile esclusivamente in formato digitale Natura Morta, il nuovo (doppio) album di Slow Wave Sleep. L’album è su:

Spotify

e su tutte le altre piattaforme digitali.

Natura Morta nasce come selezione di remix di brani già editi nei primi due dischi (L’Ultimo Uomo e Chroma). Agli undici titoli selezionati sono state aggiunte due cover: il Preludio in Cm BWV847 di Bach (qui in versione per chitarra) e un’aria del Rigoletto di Verdi (in chiave industrial-rock). Un secondo volume include le basi strumentali, per un totale di 25 tracce che riempiono circa tre ore di tempo.

«Ho attraversato varie crisi nervose nel farlo», confessa Emilio Larocca Conte, artefice del progetto Slow Wave Sleep. «Brani del genere potrei ripubblicarli altre venti volte e nessuno se ne accorgerebbe. Ora, però, sento che rispecchiano in pieno quello che è diventato il progetto, sia a livello concettuale che di pura tecnica. Insieme al precedente Spiro nell’Ecosistema, rappresentano l’antologia definitiva dell’idea Slow Wave Sleep e il modo in cui si è andata ad incastrare con la mia vita privata fino ad ora. È una specie di catalogo senza utenza, nato quando alla discografia interessano solo progetti sporadici che esplodono orizzontalmente. Ma è anche un messaggio di ribellione, verso il sistema italiano, verso una scena indipendente ormai debole e vuota ma che, tuttavia, vedo in un momento di transizione, piuttosto che di crisi».

Analizzando questa nuova uscita, Emilio afferma che «a livello musicale i brani conservano le take originali, fatta eccezione per Shiroi che, a causa di problemi legati agli hard disk, è stata ricostruita partendo dal beat e arricchita nell’arrangiamento. Il sound design è stato potenziato con tutte le tecniche apprese nell’ultimo anno, che prevedono un uso ostentato del tremolo, di automazioni, di interruzioni del segnale (su inspirazione dell “kill switch” di Tom Morello), di plate che diventano estensione dei synth e voci spettrali di sottofondo create con il sidechain del gate».

Il concept riprende la storia di Rèfles e della sua incarnazione terrena, Spiro, che era ferma ad un punto cruciale. L’azione si sposta di nuovo nel mondo degli Archetipi ed è Rèfles ad essere di nuovo al centro della scena. Pare che un suo frammento sia rimasto lì per poter ricongiungersi a Spiro per dargli il colpo di grazia una volta che avrà compiuto la sua missione, poiché l’unico modo per liberare l’uomo dalle emozioni represse non è trasformarle ma farle scontrare affinché si neutralizzino a vicenda.

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